“Due anni di terrore”: l’Arancia meccanica dei fratelli Bianchi

In carcere per la morte di Willy, hanno precedenti per rissa, lesioni, droga e armi. “Quando arrivavano nei pub, facevano spostare le auto per parcheggiare il loro Suv”

           

https://www.facebook.com/Repubblica/posts/10160597585841151

Per il mio paese e per noi tutti, vorrei che la stampa si impegnasse in modo morboso ad evidenziare gli avvenimenti precedenti.
Mi spiego: questi ragazzi hanno già sbagliato in passato. Hanno già denunce.
Dove cazzo sono finite queste denunce? Ovvero quale è il loro esito? Si è andati fino in fondo? Si/no/perché?
Si possono intervistare avvocati e giudici che si sono occupati di questo, o quanto meno avere i formazioni ufficiali?
Insomma lo vogliamo cambiare o no questo sistema che non funziona?
L' abbiamo capito che sono stati loro, non serve ripeterlo ogni giorno o limitarsi a questo .

Serve che giornalisticamente si indaghi e si faccia pressione anche su tutto il resto.
Sempre che si voglia davvero un sistema che funzioni, eh


Questa vicenda è lo specchio del fallimento del nostro Paese: ignoranza, giovani che hanno come sottomodelli culturali i tronisti della TV spazzatura, forze dell'ordine spesso con le mani legate da norme estremamente garantiste (per i delinquenti), magistrati che applicano norme assurde create da politici incapaci che vogliono solo consenso, istituzioni civili a partire dalla scuola mortificate da un sistema socio-culturale basato solo su diritti, pretese, tirare al ribasso, arroganza: per ogni cosa che non piace c'è la scappatoia legale, il ricorso, la furbata italiota. E i primi responsabili sono le famiglie ma anche e forse di più la politica tutta (da dx a sx) che negli ultimi 30 anni ha distrutto in tutti i sensi ma soprattutto culturalmente questo Paese. E per favore evitiamo almeno la scemenza dell'odio razziale e del fascismo che questi 4 orribili figuri nemmeno sanno cos'è!


Quello che non comprendo, da sempre, è leggere, dopo che le tragedie sono oramai consumate, che i protagonisti erano:
Noti alle forze dell'ordine.
Conosciuti da tutti per la violenza.
Spacciavano.
Erano pluripregiuducati.
Avevano una lista di reati chilometrica.
Avevano il figlio di via.
Avevano la patente ritirata o mai conseguita, ma andavano tranquillamente in auto da anni.
Erano liberi di scorrazzare malgrado i precedenti penali e le condanne (ma tanto con le leggi e i magistrati che abbiamo...).
Poi quando il reato estremo si compie, tutti a lacerarsi le vesti e a versare lacrime di coccodrillo.
Fintantoché avremo le attuali leggi buoniste e inadatte ai tempi attuali e giudici compiacenti e politicizzati aspettiamoci in futuro altri episodi del genere.



Non sono un frequentatore di chiese. Non sono un buon cristiano. Non sono assolutamente cattolico. Mi son trovato ieri a un matrimonio e la predica parlava di perdono.

"Quante volte devo perdonare, padre?" "70 volte 7".

Il resto, proprio per le premesse che ho fatto a questo commento, l'ho scordato. Ma su questo scambio rifletto da ieri. Perché so che il perdono, cristiano o no, dovrebbe essere la scelta giusta. Perdono e possibilità di recupero. Questo è ciò che dovrebbe essere alla base della detenzione in carcere. Non "marcire in galera" ma "dare la possibilità di capire quanto si è stronzi e uscirne migliori".

Ma umanamente non riesco. La teoria la so, so che perdonarli e lavorare affinché ne escano migliori è la strada che renderebbe noi stessi migliori di loro. Ma fatico. E allora forse non sono diverso da loro. Perché ammetto che il saperli terrorizzati dall'idea di subire in carcere la violenza che fin qui hanno perpetrato mi fa sorridere. Pensare che possano trovare energumeni più grossi in grado di pestarli come merde al parco è quasi una speranza. E allora ho fallito. Perché questi non sono sentimenti civili. E perché se fossi più grosso vorrei essere io stesso a menarli forte. E allora cosa mi salva? Il fatto che loro siano nel torto? Ma io non sono giudice. E mi resta solo l'amaro di questa constatazione


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