Niente sci nelle zone rosse. In quelle arancioni funivie al 50%

Ecco come saranno le settimane bianche

           

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La trovo una follia. Comprendo le difficoltà economiche di chi vive del turismo bianco, ma non si può fare come con le discoteche per poi richiedere tutto a gennaio con effetti molto più massicci danneggiando una fetta ben più più cospicua di popolazione che già adesso è alla canna del gas. Andare avanti in questo modo, a balzi da gambero e coniglio, è assurdo. Io scio e ho casa in località sciistica, ma se anche dovessero allentare le misure col cavolo che quest'anno la mia famiglia si mette gli sci ai piedi: al limite andiamo a passare qualche giorno giusto per fare camminate in solitaria nel bosco, e far cambiare aria ai miei figli che sono segregati in casa da mesi (anche lì: riparte tutto e le scuole no, in Italia, con cts e oms che dicono che invece bisogna fare il contrario? Ma io boh).
Non ho la bacchetta magica e sono angosciata per la situazione economica, perché la serrata di tutte le attività ha un peso anche su chi continua ad avere lo stipendio garantito, oltre che sul dramma di chi ora ha le attività ferme: meno pil vuol dire meno disponibilità in merito a sanità, istruzione, welfare. Solo un imbecille non se ne rende conto e pensa solo al suo orticello florido, che resta tale in periodo di siccità solo finché la sua cisterna personale è piena e può attingervi: appena l'ha svuotata si ritrova a subire le conseguenze come tutti


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