Pronto il piano pandemico 2021-2023. "Se risorse sono scarse scegliere chi curare prima"

Il nuovo documento detta le regola anche per mascherine, farmaci antivirali e terapie intensive

           

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Le persone non hanno compreso che le mascherine sono un nuovo abito antropologico.
Continuano a indossarle, qualcosa li spinge ad una fede che trascende l'esperienza.
E' possibile costruire una realtà, che sia condivisa, che valga per tutti, che trascenda l'esperienza stessa del vivere?

La pandemia ci ha insegnato, che le persone non credono alla propria esperienza. Non sono in grado di darle valore conoscitivo. La realtà è stata trasferita nei racconti di qualcun altro, la realtà esce da un televisore, da uno smartphone, da un computer, e quello che noi viviamo, è solo l'osservanza di un mondo già costruito, di cui non possiamo - e non vogliamo - fare esperienza. Questo mondo, costruito da altri, questo mondo in cui dobbiamo fare ingresso, che nulla ha a che fare con l'esperienza del mondo, con il vissuto della realtà, con la conoscenza da vicino delle cose, è il nuovo mondo in cui la natura, il corpo, la vita, sono malattia; permanente, legata al nostro stesso essere, al nostro stesso corpo come organismo vivente. Dobbiamo imparare a non respirare, e ringraziare, piano piano, chi ci sta proteggendo, da noi stessi. Dalla nostra esperienza della realtà. Dalla volontà di vivere.
Chiamati alla frattura col mondo, a non poter più riconoscere - e sentire - il vento, la terra, gli eventi, a non poter più abbracciare con lo sguardo, ora conico, chiuso e miope, l'orizzonte del mondo, possiamo solo avanzare, chiudendo i nostri occhi, ascoltando i nuovi Maestri di verità: il respiro è malattia e contagio.


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