"Non sopporto mio figlio e mi sento in colpa". Covid e quei genitori che non ce la fanno più (di S. Renda)

La pandemia ha imposto a molti genitori una convivenza forzata con i propri figli. Così aumenta il parental burnout (da HuffPost Italia)

           

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Lavoro a scuola...da anni....bambini che poi diventano adolescenti abituati a trascorrere più tempo fuori casa che in casa. Giornate super organizzate fra scuola, piscina, allenamenti di calcio, judo, pallacanestro, gruppi scout, danza, ginnastica artistica, allenamenti vari e se rimane del tempo i compiti, alla sera...stanchi morti, cena e a letto. Questo era il tempo dei nostri figli prima del Covid. Che tipo di relazione abbiamo creato con loro...in quei minuti frettolosi tra un impegno e l'altro , a cena forse con la faccia nel piatto? Quella vita non c'è più, almeno per ora e ci ritroviamo a non sapere gestire i nostri figli a casa. La colpa non è loro e non è nemmeno del Covid. La responsabilità è solo di noi adulti che non siamo mai cresciuti, che ci ha fatto comodo avere i nostri figli fuori casa dalle 7.30 alle 18...quando andava bene, e che non siamo riusciti ad instaurare una vera relazione con loro. Abbiamo demandato ad altri, la scuola soprattutto, responsabilità che erano solo nostre. Come si fa a non controllare cosa faccia il proprio figlio/a di 15/16 anni tutti i pomeriggi fuori di casa e tutte le sere...loro sono i bimbi che non sanno cosa voglia dire passare qualche sana ora domestica, perché troppo impegnati fin da piccoli a non frequentare questa dimensione. Ora però non lamentiamoci. Possiamo ancora cambiare le cose e porre rimedio ad errori che hanno inevitabilmente un riflesso negativo sulla società.


Non sopportare i figli? Questi sono i genitori che fanno figli e li lasciano da soli. Sono genitori che condividono con i figli solo cognome e casa, magari usano Alexa per tenerli impegnati. Sono quelli che li mandano a fare i campi estivi perché si annoiano( i bambini), perché loro a casa hanno da fare e non vogliono discutere o lasciarli davanti ai videogiochi. Anche io sono stata piccola ed in estate mi annoiavo spesso, ma ricordo tutte le cose che facevo con mia mamma ed oggi penso che nemmeno i momenti di noia erano poi così male. A me sti discorsi fanno solo arrabbiare! L'unica cosa buona da un anno a questa parte è potersi almeno godere i figli e leggo di gente che non li sopporta?? Perché hanno bisogno di tempo per loro? I figli non abiteranno in eterno con noi, magari saranno lontani km da noi, prenderanno la loro strada, quindi io mi godo ogni momento, avendo mia figlia che ha piacere di stare con noi, di condividere momenti con noi, che lascia il cellulare non appena organizzo qualcosa tutti insieme perché preferisce 1000 volte passare del tempo con la sua famiglia che rincoglionirsi davanti ad un cellulare.


Da che mondo e mondo, fino a qualche decennio fa, i bambini non venivano tirati su esclusivamente dai genitori
C'erano "piccole" società
Vuoi il quartiere, vuoi la palazzina in città o la piccola frazione di poche centinaia di abitanti
Qui i bimbi li conoscevano tutti, erano tenuti d'occhio dai vecchi e dai vicini e i genitori potevano anche lasciarli fuori di casa, perché c'era il passaparola se succedeva qualcosa, e qualcuno se ne prendeva cura prima che arrivassero i genitori
In questo modo le madri e i padri potevano anche avere tempo per organizzare altre cose
Perché comunque da che mondo e mondo un genitore ha anche bisogno dei suoi spazi così come i figli hanno bisogno di stare lontani dai genitori
Purtroppo questa convivenza forzata sta andando effettivamente contro quella che è la normalità del cervello umano
Molti comuni hanno messo a disposizione dei cittadini aiuti psicologici telefonici
Certo non è tanto, ma almeno è un inizio
Tuttavia il mio pensiero va a quelle persone (la maggioranza, e anche molti che hanno commentato qui) che non appena c'è la possibilità se ne vanno al ristorante, apericena, passeggiata, farsi i caxxi loro senza mascherina, fottendosene di chi le regole, volente o nolente le deve seguire



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