Ue contro le case farmaceutiche. Passaporto vaccinale, primo sì

Cinque ore di confronto serrato tra i leader europei sui prossimi passi contro il Covid e su come costringere le Big Pharma a rispettare gli impegni sui vaccini. Il decimo vertice Ue in videoconferenza dedicato al Covid si conclude con una forte apertura sui “certificati verdi”, che in estate dovrebbero facilitare i viaggi in Europa. Non c’è accordo sul bando all’export fuori dall’Unione delle dosi prodotte in Europa, anche se ci si aspetta che ora la Commissione di Ursula von der Leyen sarà più

           

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SE IL PASSAPORTO VACCINALE COSTITUISCE DISCRIMINAZIONE, NON SI PUÒ RICHIEDERE

Il Consiglio d'Europa (da non confondere con l'UE), a cui appartengono tutti gli stati europei tranne la Bielorussia, il Kosovo e il Vaticano e che è lo sponsor della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ha deciso il 27.01.2021 nella sua risoluzione 2361/2021, tra le altre cose, che nessuno può essere vaccinato contro la sua volontà, sotto pressione.
I 47 stati membri sono invitati a segnalare prima della vaccinazione che "LA VACCINAZIONE NON E' OBBLIGATORIA E CHE I NON VACCINATI NON DEVONO SUBIRE ALCUNA DISCRIMINAZIONE". La discriminazione è espressamente vietata anche nel caso di rischi per la salute esistenti o se qualcuno non vuole essere vaccinato. E' pertanto illegittimo il passaporto vaccinale.

I produttori di vaccini sono tenuti a pubblicare tutte le informazioni sulla sicurezza dei vaccini.

Con questa risoluzione, la più importante organizzazione per i diritti umani in Europa ha ora stabilito standard e obblighi, nonché creato linee guida secondo il diritto internazionale, che devono essere applicate dai 47 stati membri, compresa l'UE come organizzazione.

La discriminazione, per esempio sul posto di lavoro o il divieto di viaggiare per le persone non vaccinate, sono quindi legalmente esclusi.

In qualsiasi caso giudiziario, contro qualsiasi autorità, qualsiasi datore di lavoro, qualsiasi fornitore di viaggi, qualsiasi direttore di casa, ecc.


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