Bari vecchia canta De Andrè, in centinaia in piazza con chitarre, spartiti e coperte

Un'atmosfera unica, magica, emozionante

           

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Ventuno anni senza Faber, che tristezza.

Per tutte le volte che siamo stati in Via Del Campo senza mai esserci.
Per la graziosa, per la bambina, per la puttana, per l'illuso.
Per tutte le volte che l'abbiamo cantata con svariati stati d'animo.
Per averci insegnato che i fiori nascono dal letame e che dai diamanti non nasce niente.
Perché è da stamattina che ascoltiamo le tue canzoni e continuiamo a pensare che uno non se ne può andare così presto quando ha ancora un mare di cose da fare, un sacco di posti dove andare, in direzione ostinata e contraria.
Perché ci hai insegnato chi sono gli ultimi.
Quanto il potere è fetente,
Ci hai insegnato la meraviglia del ricordo, ci hai fatto conoscere Don Raffaè, e poi quel fiume maledetto con tutti quei morti.
E Marinella che sta con noi da una vita, per non dire di Piero e di quella sua guerra.
E via della Povertà quante volte l'abbiamo attraversata?
E la cattiva strada, come dimenticarla?
Per non dire di matti, chimici e di tutti quelli sulla Collina a guardare ancora il mondo dei vivi....
Ma non è solo per questo che ti vogliamo un gran bene, Faber.
Grazie davvero.


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