Regionali, Salvini a Brescello: "Peppone oggi voterebbe Lega"

“Se oggi Berlinguer vedesse che il suo posto è stato preso da Renzi e Zingaretti cambierebbe marciapiedi per non incontrarli”

           

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L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO, QUELLO DEGLI ALTRI

C'è una gigantesca illegalità ed ipocrisia di fondo, nel presunto primato del lavoro in questo paese. Centinaia di morti sul lavoro, ogni anno, costituiscono una guerra silenziosa, che viene costantemente stigmatizzata, ma rispetto alla quale i controlli sono praticamente inesistenti, o addomesticati, al netto dei corsi di aggiornamento, generosamente finanziati dalle regioni, che nutrono una classe di parassiti, pagati per parlare di "sicurezza sul lavoro". A ciò si sommano stipendi da fame, con tutele sempre minori, un futuro previdenziale ridicolo, il costante incubo della riconversione obbligatoria, che fa perdere la propria identità sociale e costringe il lavoratore ad essere un percettore di reddito, e non "un lattaio", "un operaio", "un rappresentante".
Questo tanto decantato "lavoro" dunque, è per il popolo una sussistenza legalizzata, mentre coloro che riescono a fare soldi, spesso grazie a status definiti solo impropriamente "lavoro", vivono un'altra vita, su un altro pianeta, rispetto alla plebe.
E la sinistra? Cosa ha fatto la sinistra per sfuggire alla mercificazione del lavoro, al baratto dell'identità di intere aree del paese e di varie generazioni di precari, di schiavi, autentici cittadini x? Semplice, la "sinistra" (Enrico perdonami, n.d.a.) non ha fatto assolutamente nulla. Ci hanno raccontato che eravamo schizzinosi, bamboccioni, che volevamo vita comoda e scarsa fatica. E' stato l'alibi per renderci schiavi dei vecchi, sempre più ricchi, e per lasciarci alla catena.
Oggi un lavoratore, ovvero un cittadino che fa fatica, non viene né apprezzato, né riconosciuto, né pagato. Ci sono gli italiani, quelli veri, che fanno lavori utili, che vengono tattati come umili, anzi, come subumani. La rincorsa allo status, alla furbizia, alla rendita, alla cricca, alla politica, nelle sue varie declinazioni, è il sogno di qualsiasi cittadino, che spera di poter guadagnare senza faticare, perché non c'è onore, riconoscimento, nobiltà alcuna, nella miseria in cui vivono i lavoratori.
Tutto questo non lo ha voluto Dio, non fa parte di leggi immutabili nella natura. Sta nelle leggi fatte dagli uomini, che per giustificare ruberie, sperequazioni ed ingiustizie, hanno creato il vitello d'oro, il Dio Mercato. E' a questo Dio che chiedono di immolare il futuro dei nostri figli, la nostra felicità, il nostro diritto ad una vita piena, fatta di una casa dignitosa, del diritto allo studio, al tempo, a quel minimo di benessere che dà dignità alle nostre famiglie.
Questa è la battaglia che dovrebbe fare una sinistra riformista e radicale, ma nessuno intende farla. La scusa? Il Dio Mercato non vuole, si arrabbia, non si può fare. Noi vorremmo tanto farla eh, si intende... non fraintendete, ma... amici, anche qui... abbiamo le mani legate. Cit.

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