Prescrizione, la maggioranza dice no al lodo della renziana Annibali. Italia Viva vota con le opposizioni

La legge Bonafede non verrà rinviata di un anno

           

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Renzi fino a qualche tempo fa ruggiva contro la prescrizione. Oggi vota con Forza Italia e Lega per non si sa quale ragione. Se è vero, come dicono i contrari alla riforma Bonafede, che gran parte (ho sentito dire il 75% circa) dei casi di prescrizione avviene prima della pronuncia di primo grado, io dico che, a maggior ragione, la riforma che blocca la prescrizione dopo il secondo grado (questo il compromesso raggiunto, al ribasso) non costituisce un pericolo per l'ordinamento, riferendosi davvero a pochi casi. Dunque il problema qual è? Pure si sarebbe potuto proporre di tornare ai vecchi termini di prescrizione (al sistema che precede la Ex-Cirielli, per intenderci), ma ciò non è stato fatto. Forse il morbo di Renzi si riassume in una parola sola: protagonismo. È cosciente di avere il 3% (o meno) e sta provando a guadagnare qualcosa in qualsiasi modo, ma finora i sondaggi non lo hanno premiato. Altre spiegazioni non ne trovo, a meno di non voler credere che abbia un conto aperto con qualche esponente del PD o di LeU. Una cosa sola è certa: non crede minimamente in quello che dice. Del resto lui, come quasi tutti i politici attuali, è stato capace, nel tempo, di dire tutto e il contrario di tutto.

Tengo a ricordare, inoltre, due cose: 1) In Italia la prescrizione inizia dal momento di commissione del reato e non, come più ragionevolmente si fa in altri Stati (come ad esempio la Francia), dal primo atto di accusa; 2) in Italia i detenuti per reati c.d. dei colletti bianchi sono l'1%. La media europea supera il 6%. Bastano questi due dati per vergognarsi della situazione, e né la riforma Orlando, né quella Bonafede possono risolvere queste due cose in modo efficace.


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