CasaPound accusa l'Anpi di negazionismo sulle Foibe. Decine di manifesti in tutta Italia

L'organizzazione neofascista: "I partigiani stiano fuori dalle celebrazioni di una data come il giorno del Ricordo"

           

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Il 16 dicembre 1942 il Generale Robotti, criminale di guerra impunito, scrive: “Le operazioni devono essere rapide e con risultato della completa pulizia del terreno. A questo scopo abbiamo allestito un campo di raccolta ad Arbe. Non badate se tra gli espulsi ci sono anche innocenti…se necessario usate senza riguardo anche la crudeltà. PULIZIA COMPLETA DUNQUE! Bisogna internare tutti gli abitanti e al loro posto portare famiglie italiane…Usate metodi duri in modo che comprendano che qui per loro non c’è posto. In altre parole, fate tutto il necessario acciocchè i confini nazionali siano adeguati a quelli politici. Per quanto concerne il popolo sloveno io il problema lo risolverei in modo ssemplice: bisognerebbe uccidere tutti gli sloveni senza alcuna pietà”
L’aggressione nazifascista ai territori slavi provocò la morte di 300.000 militari, 900.000 civili, 200.000 feriti: totale 1.400.000 vittime. A Gonars (UD) 10000 internati sloveni, uomini, donne, vecchi e bambini; di questi ultimi ne morirono 70 di meno di un anno.


Che la destra neofascista abbia sempre fatto proprio (e oggi con maggiore forza) il tema foibe/esodo, è da un lato un po' incongruo (perché fu quel fascismo cui essa idealmente sempre si riferisce ad aver contribuito con la sua politica e le sue scelte alla Catastrofe Adriatica).. dall'altro è stato facilitato (e continua ad esserlo) dalle fissazioni ideologiche della sinistra comunista italiana. Anche di quella di Confine, che le cose dovrebbe conoscerle meglio. La quale Sinistra, non riesce ad uscire dalla rigida categoria Fascismo/Antifascismo. Buona magari in Piemonte, o in Romagna. Invece, la storia del Confine orientale è assai composita. Molte cose di quelle parti sono 'vere' e nello stesso tempo 'non vere'. Solo cogliendole tutte insieme si può cogliere l'intero contesto. E togliere spazio alla rigida, demenziale contrapposizione Noi/Voi.. Tito fu antifascista. E anzi fu assai utile al mondo occidentale. Tenne lontana l'armata sovietica di qualche centinaio di km.. Fu leader internazionale. E per l'economia italiana di confine la sua Yugoslavia fu, dagli anni 70 alla guerra dei 90, un inesauribile serbatoio di clienti. Trieste e Gorizia per oltre vent'anni furono le città - shopping center' dei Balcani.. Ma Tito contestualmente fece una rivoluzione comunista vera. Imponendo una dittatura ben più penetrante del fascismo.. E lo fece con l'unico modo in cui essa si è storicamente realizzata,dovunque sia stata fatta. La Violenza. Qui inasprita da risentimento nazionalista slavo e da modi 'balcanici'.. La Rivoluzione 'non è un pranzo di gala... è un atto di violenza (Mao). Gli italiani per fortuna non l' hanno potuta fare ('solo' qualche migliaio di morti da.. 'resa dei conti'). E si son limitati a chiacchierare tra salsicce e mortadella. Lambrusco e pop corn. Tra la via Emilia e il West. Spesso governando bene il territorio. Ma la rivoluzione comunista in Yugoslavia c'è stata. Gli stessi comunisti italiani di quelle parti (in quanto stalinisti, e Tito era avversario di Stalin) furono eliminati o messi nel lager di Goli Otok, perché considerati più pericolosi dei fascisti.. In mezzo, a parte i 'fascisti', tanta povera gente, 'colpevole' non tanto di 'essere 'italiani, quanto di volere' restare italiani'. La rivoluzione comunista gli ribalto' il mondo intorno. Come poter restare, in un mondo così rovesciato e ostile? Il 95% del gruppo nazionale non se ne va senza ragioni. La loro vicenda fu 'silenziata' da chi aveva il controllo della cultura. E dalla 'ragion di Stato' della guerra fredda. Perseverare non va bene. Il neofascista urla sulle Foibe? Io sono antifascista. Dunque, sulle Foibe metto il silenziatore.. Non le nego MA.. importante è rispondergli da antifascista a fascista.. Oh, yes. Trieste? Dov'è sulla carta geografica??


Dalle Foibe delle coscienze spunta il fantasma del giustificazionismo

Dopo il negazionismo è ormai venuta l'ora del giustificazionismo.
Strano mondo il nostro, dopo decenni di polemiche su esistenza o meno dei piani hitleriani di sterminio della popolazione ebraica, da cui sono pure scaturite leggi che vietano la negazione pubblica dell'Olocausto, una nuova forma di negazionismo (sia pure di segno opposto) sembra ormai prendere forma, ancor più subdola della prima, e sorge non per confutare l'esistenza dei crimini commessi (che sono innegabili), ma si sviluppa in modo ancor più subdolo e ammiccante nella sua variante del giustificazionismo.
Se era già piuttosto discutibile il primo, nel quale alcuni 'ricercatori' storici si sono variamente impegnati nel tentativo inane di confutare l'esistenza di elementi come la 'soluzione finale', le camere a gas o i forni crematori, ma perdendo però di vista come il crimine più grave: la deportazione su base etnica attuata dalle forze armate tedesche in tutta Europa di milioni di uomini sia già da solo un crimine gravissimo e inconfutabile.
Non credo valga la pena di sottolineare come la Seconda Guerra Mondiale fu un conflitto terribile producendo una quantità inimmaginabile di lutti sopratutto tra civili innocenti, ma questa circostanza non può fornire in nessun caso un alibi ai carnefici criminali.
Che nei confini orientali d'Italia sia stata attuata nel 1945 la famosa 'pulizia etnica' ai danni della popolazione di origine italiana è un fatto certo, come è evidente che questa ha colpito tutti senza particolari distinzioni politiche.
Richiamarsi a questa dipingendola come una sorta di inevitabile conseguenza, una reazione ad altre nefandezze – presunte o reali che fossero – subite dalla popolazione di etnia slava è drammaticamente fuorviante, ancorché storicamente inesatto.
Quelle azioni (gli infoibamenti) erano volute per seminare il terrore e indurre alla fuga civili innocenti che, in stragrande maggioranza, nulla avevano direttamente a che fare con repressioni antislave o, più in generale, parte attiva nel conflitto.
Per confutare completamente questa narrazione falsa basta richiamare le tante occasioni in cui sono stati colpiti semplici avversari politici (anche non italiani o vicini al Fascismo) o l'emblematico caso della strage di Porzus nella quale una colonna di partigiani 'bianchi' della Osoppo (seppur antifascisti) è stata eliminata dai partigiani garibaldini vicini al PCI e alleati del IX corpus titino nella strategia di slavizzazione di intere zone di confine.
Peraltro quella del giustificazionismo è una strada davvero stretta e pericolosamente senza via d'uscita.
Potrebbe fornire un comodo pretesto per qualsiasi crimine commesso: dall'eccidio delle Fosse Ardeatine, al Massacro di Katyn, alla strage di Gorla.
Le vittime innocenti, è bene ricordarlo a chi si dimostra dotato di una coscienza solo a corrente alternata, restano sempre tali e i loro carnefici sempre dei criminali, anche quando si coprono col velo pietoso delle giustificazioni.

Gianluca Castro



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