La Regione regala a tutte le scuole un fumetto sulla giovane istriana uccisa nelle foibe

Un'iniziativa piemontese straordinaria

           

https://www.facebook.com/Repubblica/posts/10159790731421151

(Cit.)
Di Norma Cossetto che si dice sia stata ammazzata, violentata e infoibata dai titini, secondo i suoi biografi, il 26 settembre del 1943. Il ritrovamento del suo corpo fu opera del maresciallo dei Vigili del Fuoco di Pola Arnaldo Harzarich il quale eseguì diversi recuperi da varie foibe istriane, a partire dal 16 ottobre del 1943 (immediatamente dopo che le truppe nazifasciste con la distruzione di villaggi e massacri di popolazione ebbero preso in mano il controllo di tutta l'Istria). Lavorava sotto il diretto controllo dei nazisti e non era sicuramente sospettabile di simpatie "filoslave" o "filocomuniste". Subito dopo il "Rapporto Harzarich" i nazisti in collaborazione con i servizi segreti della RSI pubblicarono un libello sulle "foibe" dal titolo "Ecco il conto!", fu il primo esempio di come la propaganda nazifascista utilizzò ad arte la documentazione fotografica dei recuperi dei corpi in Istria per far passare l'idea che le foibe fossero state strumento di eliminazione etnoco-politica da parte dei partigiani. Il maresciallo Harzarich, nel suo verbale descrive così il suo ritrovamento del corpo di Norma Cossetto dopo 44 giorni dalla violenta morte: "[...] Era Norma Cossetto ed il suo corpo non presentava a prima vista segni di sevizie. Sembrava dormire e neppure lontanamente si poteva immaginare fosse morta da diverse settimane [...] quando recuperai la salma essa non era per niente in putrefazione, era ancora intatta [...]".
[l´Italia, dopo lo sdoganamento dei fascisti di Berlusconi ha accelerato il suo revisionismo di Stato senza più pudore].


Dalle Foibe delle coscienze spunta il fantasma del giustificazionismo

Dopo il negazionismo è ormai venuta l'ora del giustificazionismo.
Strano mondo il nostro, dopo decenni di polemiche su esistenza o meno dei piani hitleriani di sterminio della popolazione ebraica, da cui sono pure scaturite leggi che vietano la negazione pubblica dell'Olocausto, una nuova forma di negazionismo (sia pure di segno opposto) sembra ormai prendere forma, ancor più subdola della prima, e sorge non per confutare l'esistenza dei crimini commessi (che sono innegabili), ma si sviluppa in modo ancor più subdolo e ammiccante nella sua variante del giustificazionismo.
Se era già piuttosto discutibile il primo, nel quale alcuni 'ricercatori' storici si sono variamente impegnati nel tentativo inane di confutare l'esistenza di elementi come la 'soluzione finale', le camere a gas o i forni crematori, ma perdendo però di vista come il crimine più grave: la deportazione su base etnica attuata dalle forze armate tedesche in tutta Europa di milioni di uomini sia già da solo un crimine gravissimo e inconfutabile.
Non credo valga la pena di sottolineare come la Seconda Guerra Mondiale fu un conflitto terribile producendo una quantità inimmaginabile di lutti sopratutto tra civili innocenti, ma questa circostanza non può fornire in nessun caso un alibi ai carnefici criminali.
Che nei confini orientali d'Italia sia stata attuata nel 1945 la famosa 'pulizia etnica' ai danni della popolazione di origine italiana è un fatto certo, come è evidente che questa ha colpito tutti senza particolari distinzioni politiche.
Richiamarsi a questa dipingendola come una sorta di inevitabile conseguenza, una reazione ad altre nefandezze – presunte o reali che fossero – subite dalla popolazione di etnia slava è drammaticamente fuorviante, ancorché storicamente inesatto.
Quelle azioni (gli infoibamenti) erano volute per seminare il terrore e indurre alla fuga civili innocenti che, in stragrande maggioranza, nulla avevano direttamente a che fare con repressioni antislave o, più in generale, parte attiva nel conflitto.
Per confutare completamente questa narrazione falsa basta richiamare le tante occasioni in cui sono stati colpiti semplici avversari politici (anche non italiani o vicini al Fascismo) o l'emblematico caso della strage di Porzus nella quale una colonna di partigiani 'bianchi' della Osoppo (seppur antifascisti) è stata eliminata dai partigiani garibaldini vicini al PCI e alleati del IX corpus titino nella strategia di slavizzazione di intere zone di confine.
Peraltro quella del giustificazionismo è una strada davvero stretta e pericolosamente senza via d'uscita.
Potrebbe fornire un comodo pretesto per qualsiasi crimine commesso: dall'eccidio delle Fosse Ardeatine, al Massacro di Katyn, alla strage di Gorla.
Le vittime innocenti, è bene ricordarlo a chi si dimostra dotato di una coscienza solo a corrente alternata, restano sempre tali e i loro carnefici sempre dei criminali, anche quando si coprono col velo pietoso delle giustificazioni.

Gianluca Castro


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