Il paese che odia le madri

"Solo da noi si poteva pensare di aprire prima i luoghi di lavoro, e poi, solo dopo, le scuole e gli asili. È come guardare la realtà con la testa in giù" (da HuffPost Italia)

           

https://www.facebook.com/Repubblica/posts/10160212507226151

Questo articolo avrebbe senso se fosse stato scritto prima del covid... L'Italia è indietro anni luce rispetto a molti altri paesi europei sull'istruzione e le sovvenzioni che vengono date alle famiglie. In francia e Nei paesi del nord europa ci son aiuti economici per le famiglie e sovvenzioni per far sì che a 18 anni possano continuare fli studi senza gravare sull economia famigliare, anche per questo escono prima da casa e si emancipano. Esistono aziende con asili nidi interni che aiutano e invogliano a procreare. Noi siamo vecchi, antiquati e una donna se vuole realizzarsi nella vita deve scegliere se essere mamma o lavoratrice a tempo pieno, perché in entrambe le cose non potrà mai farcela,o lavora per poter pagare nido e baby sitter o sta a casa a crescere i figli rinunciando alla carriera e accontentandosi. Ma questo accadeva già prima del covid.


Ma questi titoli urlanti? Posso essere d'accordo in linea di principio ma forse i giornali dovrebbero essere meno miopi e aiutarci a vedere la realtà nella sua complessità... perché se fosse facile lo avrebbero già fatto! Non sono le madri dimenticate ma è il sistema che non è strumentato per proteggere i piccoli! Insegnanti non più competenti, strutture che non sostengono i bisogni di gruppi così piccoli come servirebbe (pedagogicamente e strutturalmente era impensabile che servisse sostenere una situazione del genere!) Personale numericamente insufficiente.. e istituzioni rigide (e sindacalizzate che forse cari sindacati con le insegnanti avete esagerato.. ).. cosa si doveva fare, bloccare tutto in attesa di spostare il colosso scuola? Perché è da molto che la scuola era impreparata.. non solo da ora..


Uno degli articoli più sessisti, faziosi, devianti e senza senso che abbia letto in questi giorni. Io lavoro al nido e sono anche genitore. Genitore, sí, perché a meno che non si parli di single parenting, i figli hanno due genitori, questa cosa delle mamme martiri mi fa venire il vomito! Le scuole sono luoghi pericolosissimi per il contagio e non credo che tre mesi di scuola on - line danneggino irreversibilmente i ragazzi, o almeno, i miei figli studiano di più ora che prima. Chiaro che la socialità non è contemplata in questo tipo di didattica, ma in questo momento mi sembra più importante la salute collettiva, la socialità si può portare avanti comunque in altri contesti. La situazione è così ovunque, non solo qui. Dove sono state riaperte le scuole sono state anche richiuse a causa di nuovi focolai, quindi non mi sembra una soluzione intelligente. Inoltre, a chi dice che "si tutelano solo i lavoratori" vorrei rispondere che anche a scuola ci sono i lavoratori, docenti, educatori, ausiliari, cuochi etc. Dovremmo fare da cavie insieme ai figli che non sapete gestirvi e mettere in pericolo anche le nostre famiglie? Ma vi sembra sensato? Smart-working obbligatorio per chi ha figli sotto i 14 anni e bonus da 1200 euro non vi bastano? O la verità è che fate i figli per "dovere sociale" e vi pesa occuparvene? È una situazione nuova per tutti, bisognerà aspettare per vedere cosa succederà nei prossimi due mesi e personalmente spero che a settembre ci saranno soluzioni adeguate, ma voler sbattere a scuola o in centri estivi i bambini e i ragazzi ora è veramente vergognoso, lo dico da educatrice e da genitore.



+