La mamma: "Per stare con i figli ho dovuto rinunciare al posto di lavoro fisso"

"All’inizio sono riuscita a barcamenarmi con lo smart working, i compiti del più grande, le lezioni a distanza. Trascurando il piccolo però. Poi non ce l’ho più fatta, è faticosissimo, dopo un mese e mezzo ho capito che non potevo più andare avanti così"

           

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Capisco le mille difficoltà e il dover re inventarsi, tuttavia sarebbe corretto non scendere in esagerazioni...
Da sola ho tirato grandi due figli, ho sempre lavorato altrimenti non si mangiava.
Lavoro molto impegnativo che mi portava in giro per Italia e non solo...
Ho sempre cucinato: i miei figli son cresciuti mangiando bene e sano
Han sempre fatto attività sportive, han sempre avuto vita sociale e io con mille capriole ero molto presente a tutti i momenti importanti e non solo.
Certo per me spazi non ce ne sono mai stati, ho sempre dormito molto poco...
I figli anche piccoli capiscono molto, basta parlar loro sinceramente, far in modo che la loro giornata sia organizzata in modo strutturato ed intelligente... diventano spinta ed aiuto...ma forse io faccio parte di un’altra generazione...


Commento impopolare, lo dico già. Allora, se in una famiglia lavora una sola persona, il/la bimbo/a bimbi/e possono stare con chi non lavora. Se tutte e due lavorano: una babysitter costa circa 800 euro al mese per 6/7 ore al giorno. Per due mesi si fanno sacrifici. O anche: ci si mette d'accordo con cuginetti/e, famiglie del palazzo, amichetti/e di scuola con famiglie nella stessa situazione e si fanno turni o si paga un aiuto condiviso, limitando le spese. Non capisco chi dice di non fidarsi di un eventuale contagio da babysitter: chi ha figli sa che i bambini al nido si contagiando un giorno ogni due, alle materne uno su tre e alle elementari una su quattro (si fa per dire, ma le classi dimezzate dall'influenza stagionale sono un classico). Perché la scuola dovrebbe essere più sicura di una sola persona? Il ragionamento riguarda solo questo periodo di emergenza e tiene fuori i nonni, lavoratori o in età a rischio complicazioni Covid.


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