Perché l’amicizia sfugge ai decreti: storia di un sentimento che spesso non ha bisogno di regole e gerarchie

La discriminazione degli amici che per decreto non sarebbero "affetti stabili" è una spia rivelatrice di un processo profondo che ci riguarda da vicino: dimostra quanto sia diffusa un'idea riduttiva dell'amicizia e quanto urgente sia il bisogno di ripensarla, mettendola al centro della nostra vita

           

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Non strumentalizziamo al solito grazie .Il senso è ben diverso , è ovvio che gli amici sono importanti ,ci mancherebbe , talvolta si hanno solo amici, ma in una situazione del genere il legislatore ha voluto privilegiare , i legami di sangue, si è seguito lo schema del codice civile . È impossibile stare a considerare tutte le singole situazioni ed esigenze , tutti i nostri bisogni al dettaglio, vogliamo scherzare? Si presume che se una persona possa avere la necessità di vedere qualcuno quello debba essere un parente . Bisogna entrare nell' ottica del nostro ordinamento giuridico .... è un legame che ha le sue conseguenze ,si pensi ad esempio all' obbligo alimentare , ai doveri di solidarietà familiari , sono tutte situazione regolamentate , ed inoltre, visto che vi era l autocertificazione ,che poi è la ratio del decreto,si ha una possibilità di verifica , più veloce . È alla parentela codicistica che infatti si riferisce il decreto . Nessun sminuire dunque l amicizia , una previsione legislativa fatta per un eventuale controllo in caso di dichiarazioni false.Tutto qui , smettiamola di essere polemici inutilmente e a tutti i costi . Nessuno vuol togliere niente , ribadisco ,ma un metro ed una misura deve esistere , a maggior ragione in una situazione complicatissima come questa.


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