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#NoGreenPass

25 settembre 2021

ROMA - Alla manifestazione contro il Green Pass svoltasi oggi a Piazza san Giovanni una presenza a sorpresa: quella del vicequestore della Polizia di Stato a Roma, Nunzia Alessandra Schilirò:
"Quando ho detto a una mia amica che oggi sarei venuta qui, mi ha detto di non farlo. Pensa alla tua carriera, tanto il male ha già vinto. Guarda cosa è successo a Falcone e Borsellino. Io le ho risposto che il male nella storia non ha mai vinto. Se il male avesse vinto, noi non saremmo qui oggi".
E poi, ancora: “Noi poliziotti abbiamo giurato sulla Costituzione, per questo è mio dovere essere qui“. “Il green pass italiano è illegittimo“. “La cosa più importante che voglio dirvi è che serve unità: dobbiamo unire le nostre energie e le nostre forze per indicare a tutti una via migliore".


Link: http://www.vin3.org/index.php?c=article&cod=204128&lang=IT#vin3Comment-916328
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Se c'era proprio una cosa da introdurre era proprio quella del salario minimo garantito che esiste in tutti i paesi dell'UE. Ci sono lavoratori in Italia alla fame, come nel caso della vigilanza privata, a causa dell'ormai pluriennale mancato rinnovo (CCNL scaduto dal 2015!). Un addetto front office del settore vigilanza privata percepisce 930 euro lordi!!!! (630 euro netti al mese) per un tempo pieno. Un vergognoso CCNL sottoscritto dai sindacati e definito anticostituzionale da molte sentenze. Rappresentanti sindacali lontani anni luce dalla società, imborghesiti e firmatari di un CCNL che prevede una retribuzione di 4 euro netti l'ora. https://www.ildiariodella...ia-di-poverta/#

Link: http://www.vin3.org/index.php?c=article&cod=204128&lang=IT#vin3Comment-916327
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Ignazio Marino Sono stato molto combattuto nel decidere se scrivere questa riflessione. Per settimane mi sono chiesto se volevo davvero espormi alle critiche che naturalmente genererà. Alla fine ho deciso di fare ancora una volta ciò che sento giusto e non quello che mi sembra più conveniente.
Prima di esserne messo alla porta, io fui un orgoglioso fondatore del Partito Democratico e addirittura corsi per la segreteria nazionale. Credevo che potesse rappresentare una straordinaria opportunità per l’Italia, accogliendo gli aspetti migliori dell’eredità culturale e valoriale del Partito Comunista di #EnricoBerlinguer e della Democrazia Cristiana di #AldoMoro. Nel solco di questo pensiero ho messo tutto il mio impegno quando ho avuto responsabilità istituzionali, nel Parlamento e in Campidoglio».
Così su Facebook l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino.
«Non conosco la visione del Partito Democratico sui temi che riguardano l’umanità e il pianeta nell’unico tempo che conta, il #futuro, e ho la sensazione che una visione condivisa di valori non la abbia. Su questo posso essere in errore. Invece, anche a causa delle diffamazioni subite e dei 25 (venticinque) procedimenti giudiziari a cui venni sottoposto dopo la mia rimozione da Sindaco, ma anche per il mio profondo amore per #Roma, ho sempre seguito le vicende romane», si legge ancora nel post.
«I partiti fondatori del PD ebbero un ruolo importante nella Capitale dal momento in cui la legge elettorale affidò ai cittadini la scelta dei Sindaci. Quel ruolo, sorprendentemente, si esaurì proprio contemporaneamente alla fondazione del PD, con la vittoria elettorale di Gianni Alemanno. Dal 2008 il PD ha svolto a Roma un ruolo di opposizione. Sono incerto se questo sia dovuto alla incapacità di riconoscere le proprie debolezze oppure alla determinazione di conservare una fetta di potere anche se progressivamente ridotta. Sulla base del mio programma di idee stavo lavorando con mille ostacoli, fino a quando un gruppo di “Onorevoli Consiglieri” ha deciso di tradire quel progetto di trasformazione che avrebbe fatto bene alla città. Un gruppo di persone che non ha neanche avuto il coraggio di votare una sfiducia ma si è rifugiato nello studio di un notaio. È poco serio che il PD candidi adesso quelle stesse persone ad amministrare Roma. Non posso essere silente di fronte a questa ennesima giravolta di chi pensa al potere come un sostantivo e non come un verbo: poter fare, poter cambiare, poter costruire», ha scritto ancora Marino.
«Devo riconoscere che, inaspettatamente, Virginia Raggi ha voluto pubblicamente chiedere scusa per alcuni azioni ingiuste e ingenerose. Credo che si tratti di scuse vere: l’esperienza e la riflessione nella vita portano a valutare se stessi e a maturare. D’altra parte coloro che agirono sottraendo ai Romani il diritto di giudicare non hanno mai avviato un dibattito sulle loro azioni ed, evidentemente, le ritengono irrilevanti se questo non impedisce alle loro coscienze di ricandidarsi», ha concluso.


Link: http://www.vin3.org/index.php?c=article&cod=204128&lang=IT#vin3Comment-916329
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