Mattarella: "Le università devono essere guidate esclusivamente dal principio del merito"

La lettera del capo dello Stato al ricercatore penalizzato al concorso: "Mi impegno a farla lavorare"

           

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Nell'Università italiana, sotto la maschera del concorso pubblico preteso dalla Costituzione, vigono il voto di scambio e la cooptazione. Che nei casi migliori riguardano un bravo allievo, e nei peggiori l'amante o il domestico. E infiniti dibattiti e numerose inchieste giudiziarie e giornalistiche non hanno mutato questa situazione. Tanto che una volta avevo proposto di cambiare sistema. E cioè di dare a ciascun barone il potere insindacabile di nominare - ma in tutta la propria carriera - soltanto un altro ordinario, due associati, tre ricercatori e quattro assegnisti. E basta: un po' come i cinque senatori a vita per il Presidente della Repubblica. Infatti, il risultato sarebbe lo stesso, ma si limiterebbe il danno.


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